In epoca moderna l’esigenza di uno sviluppo delle conoscenze in campo alimentare è sempre più pressante: sin dalla più tenera età ci si trova a confronto con una realtà complessa che determina la necessità di una scelta consapevole dei rischi e delle possibilità (individuali e collettive) di una certo stile di vita alimentare.

Sino al secolo scorso i saperi in campo alimentare venivano trasmessi in maniera indiretta, senza il bisogno di una esplicitazione cosciente del loro valore educativo. Il ruolo centrale del cibo – come bisogno primario da soddisfare – faceva sì che le famiglie e la comunità tutta prendessero parte, quotidianamente, alla trasmissione delle conoscenze in campo alimentare (spesso veicolate da miti o dall’esperienza diretta nella produzione e nella trasformazione del cibo). I cambiamenti epocali nella struttura e nei valori della società cui abbiamo assistito negli ultimi decenni hanno però modificato radicalmente questa forma di educazione, rendendo necessario un ripensamento della stessa. La riduzione del tempo dedicato alla preparazione del pasto in famiglia, l’aumento delle occasioni di consumo fuori casa e la crescita esponenziale dell’offerta di prodotti alimentari hanno infatti reso estremamente difficile, per le nuove generazioni, la formazione di un positivo e consapevole rapporto con il cibo. A ciò si aggiunge una progressiva complessificazione delle connessioni tra l’atto alimentare e la vita individuale e del pianeta.
L’aumentare delle malattie da benessere (dall’obesità alle patologie connesse ad una cattiva alimentazione) e la diffusione di disordini alimentari impongono una più capillare attività di educazione alimentare e alla salute, soprattutto in un paese come l’Italia – patria della dieta mediterranea e primo paese in Europa per obesità. Ma l’emergenza ambientale e la crisi economica ci pongono altresì di fronte alla necessità di diventare parte attiva della difesa dell’ambiente e delle tradizioni locali. Il cibo, come primo strumento di vita, è un elemento determinante nel più vasto sistema-mondo.
Queste sono solo alcune delle problematicità che caratterizzano la sfida educativa del nostro tempo, importante è comprendere la rete di relazioni che si instaurano tra quella che viene considerata una scelta individuale – lo stile di vita alimentare del singolo – e i grandi problemi che la società attuale si trova a fronteggiare.
Per tale ragione Officina del Gusto riconosce la centralità dell’educazione alimentare nel percorso formativo delle giovani generazioni. La finalità educativa dell’Officina del Gusto è quella di sviluppare nei più piccoli un rapporto di curiosità e piacere nei confronti del cibo, stimolando la partecipazione e la capacità di scelta di ogni bambino. I percorsi di Officina del Gusto sono infatti orientati ad una didattica di tipo attivo che metta il luce e sviluppi le competenze individuali; gli strumenti di tale didattica (la trasformazione gastronomica e la degustazione) intendono comunicare e sedimentare il piacere dell’atto alimentare, il piacere di essere coinvolti in prima persona e di essere lo strumento per la selezione e la costruzione del “buono da mangiare”.